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La Formula Uno che verrà

giugno 20, 2009

Si fanno tanti discorsi sui problemi di questa Formula Uno, ma quale sarebbe il rischio nel caso in cui questo sport dovesse cambiare? Manca la risposta.

Fino ad ora quello che appare davanti agli occhi dei tifosi è un gran contrasto tra due fronti, perchè gli assoli della Brawn GP in questo Campionato o l’outsider Red Bull, in particolare Vettel, pare che non appassionino così tanto. Quindi ci si concentra sulla lotta ancora più accesa tra FIA  e FOTA.

Il finale resta ancora incerto, ma è difficile che la Formula Uno scompaia a causa dell’orgoglio e dell’incomprensione. Nessuno vuole sentir parlare di un Mondiale sceso di livello, a causa dei nuovi regolamenti tecnici, ma sarebbe un peccato non poter parlare più di Formula Uno come la regina del panorama motoristico internazionale.

Se c’è una soluzione sarebbe bene che venga presa, e fare un passo indietro appare sempre come il miglior modo per dimostare interessa per uno sport dalla storia leggendaria.

La Formula Uno ha perso la bussola

marzo 23, 2009

fota

Continui colpi si scena in questo inizio di stagione di Formula Uno. La decisione FIA, che prevedeva l’assegnazione del Mondiale per il pilota che avesse vinto più Gran Premi, non entrerà in vigore già da questo Campionato ma dal prossimo. E, forse, neanche nel 2010.

I Team l’hanno sonoramente bocciata, facendo sì che la norma varata dalla Federazione decadesse competamente. Quindi tutto resta com’era, a parte le vetture.

Non bastavano certo le nuove regole tecniche a sconvolgere il Circus. Prima che le monoposto inizino a rombare in Australia, i sorpassi e le ruotate costanti tra FOTA e FIA sembrano già preludere a un Campionato asfissiante e contrastato.

Negli ultimi anni, i tifosi hanno assistito sempre più a scontri fuori pista, conditi da accuse e sospetti. Dalle piste il centro di attenzione si è spostato in luoghi diversi, dai tribunali alle Federazioni, dove l’agonismo da corsa non serve. La Formula Uno, quindi, dove è finita?

Il mondiale non deve rischiare di diventare altro, e dimenticare il proprio passato fatto di vittorie stabilite su pista. Le decisioni prese nella “stanza dei bottoni”, non sono paragonabili alle manovre di Ayrton Senna o alla determinazione di Gilles Villeneuve.

Taanti uomini si sono innamorati di questo sport per le vetture e i campioni che ci hanno corso e continuano a correre, non per i contrasti e le polemiche degli ultimi tempi. Questi fattori, se non si fa attenzione, possono deludere. Condizionando la reputazione di un sport considerato da sempre nobile, eroico e rispettoso della lealtà sportiva.