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Nervi tesi in Formula Uno

maggio 15, 2009

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Capire il destino della Formula Uno, in queste ore, diventa sempre più un compito arduo. L’attesa riunione che si è svolta tra FIA e FOTA (l’associazione dei costruttori che corrono nel Circus), per risolvere una situazione di contrasto sulle regole della prossima stagone, non ha avuto un esito positivo. Se Max Mosley, non ha fatto nessun passo indietro sul limite di budget imposto per il 2010; la Ferrari ha deciso di passare alle vie legali per la violazione del Patto della Concordia.

Si apre una nuova crisi nella massima serie automobilistica, che dopo lo scandalo della Spy-story, pare che non riesca più a uscire dal tunnel dei tribunali.  I tifosi, ormai, assistono a una lotta disputata sempre più fuori dalla pista piuttosto che sui tornanti dei circuiti mondiali.

La sensazione è di non vivere più una competizione tra team, ma una lotta tra opinioni politiche; e qualcuno pare già non divertirsi più, come il Campione del Mondo in carica Lewis Hamilton.

Un Campionato a due velocità non è condivisibile, ma la speranza di trovare un accordo resta. Infatti, cosa sarebbe la Formula Uno senza Ferrari, Renault e gli altri costruttori che non condividono le nuove regole. Punti di riferimeno per la serie e aggregatori di tanti tifosi in tutto il globo, che rendono la Formula Uno la massima espressione del motorsport a livello mondiale.

Il desiderio di far crescere la serie non può portare ad annientala; ed è bene che la Formula Uno dia spazio ad altre realtà, ma senza compromettere la competitività dei suoi attori principali. Non si può dimenticare in un anno ciò che ha costruito Maranello in anti anni di storia, e il contributo per la notorietà del Mondiale.

Tutte la storie che iniziano, prima o poi, finiscono. Quella che non termina mai è la voglia di lottare su pista per vincere. Ed è  ridando importanza a questa, che non si rischia mai di perdere nessun combattente.

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Formula Uno: interrogativo Ferrari

maggio 4, 2009

formula-uno

Si può immaginare una Formula Uno senza Ferrari? Cioè senza la Scuderia che ha partecipato a tutte le edizioni di questo Campionato, e che ha contribuito a renderlo così importante? Da tifosi o sportivi in genere, non è possibile.

Pensare a un cambiamento epocale così drastico nella storia del massimo campionato automobilistico, fa riflettere. Il Circus è in cerca di un futuro diverso. Non si sà se i ripetuti trionfi rossi delle ultime stagioni o la crisi economica internazionale stiano portando a un Mondiale diverso, ma stringere la cinghia non vuol dire far soffocare un intero settore che tenta di scappare.

Le dichiarazioni di Max  Mosley che vede una Formula Uno anche senza Ferrari, e la pronta replica di Bernie Ecclestone che dice: “La Ferrari non si tocca” (in quest’articolo su Gazzetta.it), vedendo la cosa come un rischio per la stessa categoria, è segno di una tensione generalizzata. Un caos non solo prodotto dagli attuali regolamenti e dalle norme 2010, che hanno indispettito i vari costruttori del mondiale, ma anche dagli attriti presenti tra Federazione e Team che spingono per due tipi di Campionato a favore dei rispettivi interessi.

La Ferrari sottolinea ancora il suo impegno in Formula Uno, e in un suo comunicato: ” Ribadisce il suo forte impegno  e senso di responsabilità per mantenere intatti i valori di questo sport”. Una missione che vede la Scuderia in prima linea per la futura Formula Uno, e che la investe come principale interlocutore della FIA per la costruzione dei prossimi campionati.

L’interesse della Rossa per la 24 Ore di Le Mans, o altri possibili scenari, sono solo avvertimenti. Una Formula Uno senza Ferrari non serebbe accettabile anche per un tifoso della McLaren e di qualsiasi altra squadra, sia per la perdita di un grande rivale, sia per la stessa storia della Formula Uno.

A Parigi questo lo sanno molto bene, e lo eviteranno.

Segnali di ripresa a Maranello

aprile 27, 2009

I primi punti a Maranello sono arrivati. In questa stagione che, come un uragano, a rimesso in discussione i valori in pista.

Stanno tramontando i tempi delle “squadre cuscinetto”, adesso c’è solo spazio per una competizione incerta e nuova. Nessuno, fino allo scorso anno, avrebbe scommesso su un risultato così magro per la Rossa dopo appena quattro gare. Nessuno avrebbe creduto che Brawn Gp, ex-Honda, Red Bull Toyota pottessero dettare legge sulle scuderie tradizionalmente più blasonate. E invece, nel regno della velocità, i cambi al vertice sono stati ancora più repentini.

“Non mollare” è il principale comandamento degli uomini guidati da Stefano Domenicali, e lo stesso discorso vale anche a Woking, a Enstone, e in tutti gli altri team che inseguono.

I primi punti conquistati dalla Ferrari, e il quarto posto di Lewis Hamilton, forse qualcosa sta iniziando a riprendere il verso di un tempo. Ma ci sarà il tempo?

Dalla Rossa fanno sapere che ci saranno diverse novità sulla F60 che correrà in Spagna. Soluzioni che dovrebbero portare a un netto miglioramento della vettura. Un progresso che la renderà competitiva come ai tempi d’oro, sempre che gli avversari non aumentino il loro gap; visto che anche le squadre avversarie si doteranno di novità tecniche.

Il Gran Premio iberico, quindi, sarà importante per questo cambiamento di rotta. Un mutamento che può portare verso il successo o un costante lavoro di recupero. Perchè nessuno molla fino alla condanna matematica.

Il mondo dei piloti è fatto di combattenti, e con questo spirito che il mondiale va avanti e rende la competizione più interessante.  Sulla pista si vedrà chi ha ragione, e i tifosi continueranno a sventolare le bandiere delle loro squadre come membri di una sola grande famiglia.

Ferrari: Cina senza Kers

aprile 16, 2009

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La decisione della Ferrari, di non usare il Kers in Cina, sempra il primo passo verso la riscossa Rossa. Al Quartier generale di Maranello, la Scuderia ha pensato di non sfruttare le doti del Kers nel Paese di Mao, perchè il sistema ha già procurato diversi problemi sulla vettura di Raikkonen nello scorso Gran Premio, e la sua affidabilità pare non esserci ancora del tutto.

Una decisione che sa di bocciatura, anche se il suo ritorno è certo non appena i dubbi sulla sua robustezza siano completamente scomparsi. La macchina, infatti,  è stata progettata per ospitare il Kers; e il suo mancato utilizzo porterebbe nel tempo a una ridefinizione del progetto, come sostiene il direttore della Gestione Sportiva Stefano Domenicali. Un fattore che mal si sposa conla fretta di cambiare il destino di questo Mondiale.

La rincorsa quindi è iniziata. E mentre il Team Renault sembra già pronto a impiegare un nuovo diffusore, tipo Brawn Gp, già in Cina e le altre squadre siano già pensando ad altri accorgimenti; a Maranello adotteranno nuovi accorgimenti previsti sull’ala anteriore e altre soluzionei varate dopo i test di Vairano, in attesa di un nuovo diffusore previsto per l’appuntamento spagnolo.

Massa, come ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport, spera di far punti. Parole che l’anno scorso non sarebbero mai state pronunciate all’interno della Scuderia, ma che quest’anno fanno riflettera sulla situazione attuale della Rossa, e sul famoso bagno di umiltà proposto dal Presidente Montezemolo con il saio francescano.

Non è chiaro se un atteggiamneto spavaldo da vincenti, solo leggermente abbozzato a inizio stagione, sia mai appartenuto agli uomini del Cavallino. Adesso, però gli avversari appaiono molto forti non solo sul piano tecnico, ma anche sul piano temporale. Quest’anno la Ferrari dovrà vincere non solo su pista, ma soprattutto dovrà imporsi sul tempo per poter ricucire il distacco prestazionale.

Due lotte, insomma, molti avversari, ma sempre un solo obiettivo: vincere.

Ferrari, ritorna!

aprile 5, 2009

Fanno riflettere le parole pronunciate dal ferrarista Felipe Massa  subito dopo la fine delle qualifiche al Gran Premio della Malesia: ” Eravamo abituati a una macchina forte, qui per un decimo si esce”. Parole che indicano un certo nervosismo, qualcosa che si è incrinato nel meccanismo vincente della Ferrari. Due gare, zero punti.

Adesso gli uomini di Maranello sembrano cercare la determinazione e l’umiltà per ritonare a combattere per il podio. La stessa miscela di passione che muove ogni tifoso della ferrari o dell’automobilismo.

Questa nuova stagione di Formula Uno, con regole che hanno rimescolato radicalmente i valori in campo, sta avendo come protagoniste delle scuderie relegate , nella scorsa stagione, nelle posizioni di media-bassa classifica.

Qualcosa è cambiato, ma non la voglia di vincere della Ferrari. Convinzione che è impressa nel DNA di questo mito. Le sconfitte servono a maturare e, ricordando i momenti bui del passato, cancellati poi dalle imprese da record dell’era Schumacher; a Maranello sanno come ritornare a vincere. Perchè conoscono solo quel verbo.