Archive for febbraio 2009

Da terrestri a lunari

febbraio 27, 2009

alluanaggioLa terra, forse, inizia ad essere troppo piccola per l’uomo. Sul sito del Corriere, è apparsa una notizia su un robot scavatore impiegato per costruire una colonia sulla Luna. L’obiettivo della Nasa e ritornare sul grande satellite e costruire delle strutture permanenti che accolgano i primi abitanti terrestri. Il particolare, questo robot sarà usato per costruire delle piste di atterraggio.
Nonostante molti angoli della Terra siano ancora sconosciuti e si facciano ancora domande su come sia nato questo pianeta e da dove provenga l’essere umano, la voglia di scoprire e colonizzare nuovi spazi sembra più forte degli stessi limiti fisici.
La paura dell’inquinamento, dell’estinzione, della violenza (e si potrebbe continuare all’infinito) possono essere validi motivi per creare nuova vita altrove! In questo caso, si può parlare di un’ulteriore prova di forza dell’uomo contro se stesso e le sue origini.

Speciale Easy rider: la moto della vita

febbraio 24, 2009

La voglia di correre nel vento per sentirsi liberi. Una sensazione che appartiene ai centauri di ieri e del nostro tempo, presi dal desiderio di viaggiare ma soprattutto di appartenere al mondo senza piantare radici. Dagli Hell’s Angels, la band di motociclisti americani del dopoguerra, ai romantici della Vespa, il mondo delle due ruote è stato protagonista di tanti film segnando alcuni periodi della storia più recente. In particolare nel film Easy rider, la moto assume un’importanza vitale per i protagonisti della pellicola. Un mezzo tuttaltro che inanimato, complice nelle lunghe traversate alla ricerca della propria terra promessa, fatta di libertà e velocità.

Il video, sviluppato da me e Pietro Bellantoni, è stato trasmesso sul canale del digitale terrestre Iris.

 

 

 

 

Addio, direttore degli sportivi!

febbraio 23, 2009

CannavòUn uomo si riconosce dal buon cuore e dalla passione che pone nel proprio lavoro. Candido Cannavò era così, anche senza conoscerlo personalmente. Lo si capiva dalle parole che usava negli articoli, dall’amore per lo sport, dalla razionalità come direttore della gloriosa Gazzetta dello Sport. Oggi Milano lo saluta, come tutti gli sportivi. Il direttore della “Rosa”, colpito da un malore alla mensa del Corriere della Sera, dove solitamente pranzava, è morto ieri mattina nella Clinica Santa Rita di Milano. Aveva 78 anni.
Un lottatore e un credente, viste le sue battaglie per uno sport leale e pulito. I suoi occhi hanno descritto campioni di ogni tipo, dal calcio all’automobilismo, dal ciclismo allo sci; senza dare maggiore rilevanza a uno sport piuttosto che a un altro. Un amico di ogni sportivo nel raccontare le gesta di certi eroi, e un maestro nelle battaglie contro il doping.
Mancherà il direttore al suo giornale. Verrà ricordato da chi ha calciato, pedalato, corso, sudato e vinto in questo Paese e nel mondo. Soprattutto resterà il suo esempio di grande giornalista, come è indelebile il suo ricordo per tutti quelli che, nello sport, trovano la vita.

Buon compleanno Ing. Ferrari

febbraio 18, 2009

enzo-ferrariEnzo Ferrari oggi avrebbe compiuto 111 anni. Il 18 febbraio 1898 nasceva quello che sarebbe diventato il “Drake” delle competizioni. Un uomo che ha saputo tramutare una sua passione in vita. Un mito per gli appassionati di automobilismo universale, simbolo dell’Italia che vince e che rede nel proprio valore.
Su di lui si è scritto tanto, si è parlato della sua vita, dei suoi amori e dei suoi obiettivi. Ricordarlo oggi, non vuol dire ricordare solo un personaggio leggendaro, ma un esempio per i giovani convinti della loro forza. Per quei ragazzi che un giorno diventeranno grandi, orgogliosi per ciò che hanno creato.
Ferrari amava pensare che ogni sua auto fosse un figlio, che avesse un forma, che pensasse, che respirasse; ma sopratuto vivesse per trionfare.

111 anni sono un giono particolare. Tre volte uno, come un virtuale podio monopolizzato dalle vittorie di quest’uomo. Il mumero vincente per eccellenza replicato per il numero della perfezione. Un binomio da campioni, da eroi, da vincenti. Un numero da Ferrari.

Ciclismo: futuro senza fatica

febbraio 16, 2009

coppi-e-bartaliTour de France del 1952. Sul passo del Galibier Carlo Martini, un fotografo della Omega Fotocronache, immortala uno dei momenti più leggendari del ciclismo internazionale: Coppi e Bartali che si passano una borraccia. I due grandi rivali mostrano il lato cavalleresco dell’agonismo; dimostrandosi uomini e non solo atleti.
Quella umanità che caratterizza il ciclismo, fatta di sudore e di fatica, potrebbe presto scomparire. Il New York Times, pubblicando un articolo dedicato al cambio compiuterizzato prodotto dalla Shimano, l’azienda giapponese specializzata in accessori per biciclette, parla del “tramonto per l’ultima macchina azionata dall’uomo”.
Un allarme o una considerazione, comunque un’ulteriore notizia sull’avanzamento tecnologico prodotto dall’uomo per annullare, o quasi, gli sforzi dell’uomo stesso.
L’azienda giapponese parla già di “una nuova era”, ma per chi crede ancora nei volori e nella genuinità dello sport su bici, tutto ciò appare un’ulteriore minaccia dopo il doping.
Nell’articolo del Corriere della Sera, dedicato all’argomento, si parla del cambio elettronico come un naturale processo dell’evoluzione della bicicletta. Un’invenzione già introdotta in passato, ma che aveva lasciato qualche dubbio, prima di questa unteriore scommessa lanciata dalla Shimano. Un dispositivo che permette di affinare ulteriormente il mezzo più ecologico per eccellenza, dotandolo di un’ulteriore strumento che ne facilità l’uso.
Ma non tutti sono d’accordo, e per molti la bicicletta non dovrebbe mai cambiare. La fatica è ancora una caratteristica di questo mezzo, che con l’introduzione del cambio elettronico rischierebbe di perdere. Chi stende le lodi dell’innovazione Shimano, considera che il cambio elettronico non avrebbe compromesso nessun risultato dei grandi corridori del passato; perchè i grandi campioni fanno la differenza a prescindere del mezzo tecnico, come sostiene il ciclista professionista Richard Miller.
Ma quell’immagine di Coppi e Bartali che si passano la borraccia, è fin troppo viva nella mente degli appassionati di ciclismo. Perchè chi ama la fatica non accetta che la tecnica possa trasformare, ancora una volta, l’essenza di uno sport fatto di uomini e di immagini come quelle.

Gravina sotterranea: la città sommersa nella pietra

febbraio 3, 2009

Un piccolo photoreportage sul mio paese. Ricordato, di solito, per fatti di cronaca; e non per le bellezze del suo territorio.