Archive for novembre 2008

2009 Osservato speciale – L’ecologia viaggia su quattro ruote

novembre 28, 2008

auto-ecologica1Il futuro dell’auto? Ecologico.

Fare previsioni su cosa accadrà nel settore automobilistico il prossimo anno, e in seguito, non è semplice. Il tema che risalta maggiormente, però, è il legame sempre più morboso e condizionante tra il petrolio e questo mondo di pistoni e bielle. Un vincolo che fa leva non solo sull’economia internazionale, ma che intacca progressivamente anche la salute del Pianeta.

 

Da un parte i singoli Stati e dall’altra le Case automobilistiche, nel mondo è esplosa la passione per l’ecologia che sta influenzando il modo di vivere e acquistare le auto. Ma, in realtà, nella battaglia per il benessere del mondo i veri protagonisti sono soprattutto i cittadini e i loro soldi, ovviamente.

Se la passione per la natura e la volontà di rendere lo spazio in cui si vive sempre migliore possono colpire l’interesse di molti, crisi economiche e ristrettezze familiari sono i muri su cui si infrangono tante speranze.

 

Dopo l’aumento del costo del greggio e i prezzi dei prodotti alle stelle, gli italiani diffidano ormai dal caro (carissimo) petrolio, e ogni giorno si aspettano un nuovo scherzo dalle quotazioni in Borsa.

Risparmiare per molti costituisce l’unico modo per vivere e crescere, ma in diversi casi evitare di porsi altri problemi tra cui la salute ambientale. Lo stesso discorso vale anche per chi ha tanto denaro a disposizione. Ma allora come intervenire?

 

Di solito ci si affida al buon senso, ma nell’era dell’evoluzione teologica e del nuovo millennio infondere una determinata cultura del progresso permette di ottenere un certo successo. Ed è questa che porterà, il prossimo anno, a capire come si muoverà sulle strade l’Italia di domani.

 

(Prototipo citycar Phylla)

 

Si parla tanto di futuro e di cambiamenti ma rispetto alle visioni fantasiose della cinematografia futurista, che ha immaginato veicoli volanti e tecnologicamente avanzati sulle strade del 2000, la realtà e ben diversa. Anche se sui cieli del mondo potrebbe apparire tra qualche anno la Moller Skycar M400X, la prima auto volante, il vecchio caro motore a benzina continua a circolare liberamente da oltre un secolo. In realtà cambiare radicalmente il modo di progettare un’auto non è semplice e richiede tempo, quindi la soluzione più ovvia è l’utilizzo di energie alternative come Gpl e metano.

 

Queste due miscele, con vantaggi sia economici che ambientali, garantiscono minori impatti sull’ambiente sfruttando le stesse caratteristiche dei motori tradizionali. In Italia ad esempio, sebbene il mercato automobilistico abbia subito un calo nei primi tre mesi dell’anno, le vetture a basso impatto ambientale hanno allargato il loro mercato del 5,31% (come indicato su Omniauto), vedendo crescere il numero di auto a doppia alimentazione e quelle ibride, come la Toyota Prius. L’auto più ecologica in commercio, osservando il test svolto dell’ADAC, l’autorevole Automobil club tedesco.

 

Il prossimo anno, dunque, è possibile che il settore delle auto ecologiche aumenti ancora, visti gli innumerevoli vantaggi. Unico dubbio, o meglio disagio, è il possibile aumento in tempi brevi del prezzo di questi carburanti con l’aumento di domanda. Ma la svolta ambientale non sarebbe ancora possibile. La vera rivoluzione è quella che sta nascendo e che potrebbe circolare in modo massiccio già dal 2009, per poi concretizzarsi negli anni seguenti.

 

La mia è solo un’ipotesi, ma l’auto a emissioni zero esiste, è una realtà e non condiziona per niente il modo di guidare sulle strade. In questo filmato si può osservare una Smart elettrica al 100%. È identica a quelle che circolano sulle nostre strade, ma il suo cuore è elettrico e lo si riconosce da un piccolo particolare all’interno dell’abitacolo. Un misuratore d’energia al posto del rilevatore carburante.  

 

(Mercedes Benz Smart elettrica)

 

La rivoluzione elettrica appare la più concreta e in netto vantaggio rispetto all’impiego di idrogeno. Anche se l’idea di sfruttare quest’ultimo non è tramontata, come è impiegato con successo anche il bioetanolo per abbassare radicalmente le emissioni di CO2. Soprattutto nei Paesi Scandinavi e in Sud America.

 

La rivoluzione ambientale non riguarda solo le auto, riguarda anche chi fabbrica auto. Da un po’ di anni, ma soprattutto dall’anno prossimo, i nuovi stabilimenti che stanno nascendo nell’Est europeo e le ristrutturazioni attuale in quelli Occidentali adotteranno metodi di lavoro più ecocompatibili. Come accade nella fabbrica verde della Toyota a Valenciennes, in Francia. Con consumi ridotti del 53%, la fabbrica automoblistica più ecologica al mondo. E esempi prestigiosi come quello della Ferrari, che ha creato un stabilimento all’avanguardia tecnologica. In grado di rispettare lo spazio circostante, con riduzione dei tempi di lavorazione e quindi dei consumi.

 

Un altro aspetto da affrontare è la dura battaglia che l’Unione Europea sta portando avanti contro l’inquinamento prodotto dai veicoli. È infatti vicino un accordo che limiterà le emissioni di CO2 a 130 grammi per Km. Un risultato che indica maggior responsabilità e che il prossimo anno condizionerà la vendita delle vetture a emissioni contenute, e che dovrebbe portare a raggiungere la quota di 95g/Km antro il 2020. Inoltre la Banca Europea degli Investimenti di Lussemburgo ha deciso di stanziare 4 miliardi di euro per le auto ecologiche, segnando un altro passo significativo. Risultato: meno emissione più salute ambientale. Anche se l’arrembante diffusione dell’auto elettrica e l’impiego dell’idrogeno, potrebbero debellare molto prima questo problema. Ma fino ad allora, si spinge sugli incentivi per l’acquisto di auto ecologiche e limiti alla circolazione.

 

Lo stato italiano, ad esempio, continua la sua politica a favore dell’acquisto di vetture a basse emissioni. Fino alla fine del prossimo anno ci sarà un contributo di 1.500 euro per che compra auto a Gpl o metano. Che diventano 2000 se si acquistano auto con emissioni al di sotto dei 120 g/km, come la Fiat Panda Natural Power. Con ulteriori incentivi per chi acquista un’auto nuova Gpl o metano, demolendo al sua vecchia auto Euro1 o Euro 0 (indicatori di inquinamento).

 

In ultimo lo sport, che inizia a considerarsi parte integrante di questa era pro-ambiente. I nuovi regolamenti in Formula Uno che adottano il Kers per il recupero di energia, o l’uso di bioetanolo nella IndyCar Series, sono importanti esempi su come il tempo dei motori grossi, rumorosi e pieni di cavalli appartenga al passato. Oggi le parole chiave sono innovazione e pulizia. E la febbre ecologica sta contagiando diversi campi dell’automobilismo internazionale, in cui ognuno, a suo modo, fa un passo verso il benessere dell’ambiente senza sacrificare lo spettacolo delle competizione. Ad esempio nella Le Mans Series o nel WTCC (World Touring Car Championship), dove ci sono empio di vetture vincenti che sfruttano motori diesel.

 

Forse la crisi in atto potrebbe essere il punto di non ritorno per la svolta o il punto di partenza, dal 2009, per una rivoluzione nel modo di viaggiare in auto. L’importante è sfruttare il momento per guidare con più consapevolezza. Guardando un tramonto splendido dal parabrezza della nostra auto, con un sole sempre meno offuscato dai gas serra dell’egoismo umano.

A Beautiful Mike: uno sportivo di razza

novembre 21, 2008

mike-sportivo3Mike Bongiorno, noto conduttore televisivo, non è solo un personaggio del piccolo schermo ma anche un grande sportivo.  L’attività agonistica di Mike è stata sempre intensa. Ancora oggi, a 84 anni, la voglia di sciare e nuotare non gli manca.

Michael Nicholas Salvatore Bongiorno (nome completo), iniziò a praticare sport in Italia all’età di 15 anni, durante il periodo fascista. Dopo una forzata solitudine che aveva condizionato le sue amicizie da bambino. I suoi primi sport furono lo sci di fondo e l’atletica. Pur non avendo molti mezzi,  per sciare ad esempio usava scarponi di seconda mano e sci di frassino, la sua determinazione fu più forte di tutto e lo portò ad ottenere diversi piazzamenti.

Nell’atletica, si dilettava nel salto in alto usando il metodo italiano. Cioè dritto verso l’asta con una gamba dietro l’altra. Arrivò a vincere una gara della giovanili, allo stadio Mussolini di Torino, saltando oltre un metro e sessanta. I giornalisti presenti furono subito incuriositi da questa giovane promessa dell’atletica, in particolare l’allora caporedattore a La Stampa Luigi Cavallero, che lo prese con se nel giornale.

Mike, comunque, non abbandonò l’attività sportiva praticando anche il salto in lungo. Saltò anche i 6 metri e 43 centimetri, una misura notevole considerando l’allora record italiano di 7 metri. Mike così, diventò il mito sportivo della sua classe. Sia come campione sportivo, sia come giornalista de La Stampa.

A 21 anni ritornò in America, dopo un periodo difficile per via della guerra. Ricominciò a sciare in Vermont e a vivere nella sua dimensione di campione. Quando tornò in Italia, continuò la sua carriera agonistica bruscamente interrottà, anche se suo malgrado non diventò mai un campione.

Dallo stadio XXV Aprile di Milano alle piste montuose di Sauze d’Oulx, Mike ha iniziato di nuovo a vivere correndo. Ma di sport ne ha praticati tanti dal terzino di calcio allo skeleton, uno sport invernale che si pratica su piste ghiacciate attraverso particolari slittini; dal tennis alle arrampicate su roccia fino alle immersioni subacquee. Come dimostra questo filmato su You Tube tratto dalla trasmissione I tre Tenori del 29 novembre 1998. Che ripropone la vita sportiva del re dei quiz.

Da sportivo, però, Mike non è stato immune agli infortuni come al passare del tempo. Tante infatti le fratture. A una caviglia, alle ginocchia, al femore, così come i rischi. Dopo essere rimasto appeso nel vuoto durante una rampicata, con 200 metri di strapiombo sotto i piedi, ha smesso di praticare roccia. E non ha praticato più immersioni dopo una euforia da profondità. Una narcosi da azoto che compromette le capacità intellettive e motorie in immersioni superiori ai trenta metri. Ma per questo non si è arreso, e la passione per le montagne e lo sci è stata più forte di tutto.

Mike ha compiuto un’altra impresa sportiva e avventurosa nel 2001, quando ha deciso di fare una spedizione al Polo Nord. Raggiungendo la meta il giorno di Pasqua di quell’anno, per gridare: “Viva il Polo”.

A proposito di sport, Mike ha rilasciato proprio ieri una dichiarazione al Circolo della Stampa di Milano. Dopo aver ricevuto il Premio Santa Chiara alla carriera.

 

We Can Too! – Gli strateghi di Obama su Internet

novembre 14, 2008

La vittoria di Barack Obama alle presidenziali americane è il trionfo della comunicazione 2.0. Il successo di una strategia, applicata sulla rete, fatta di suoni, immagini e interazione.
Un modo di conversare, non in spazi chiusi e in realtà ristette, ma senza confini e abbattendo le barriere territoriali. Obama, che fino a pochi anni fa era un uomo normale che credeva in sè, poi diventato senatore dell’Illinois e ora Presidente degli Stati Uniti, con la rete è diventato patrimonio del mondo. Gli abili strateghi del successo di Obama, i cosiddetti spin-doctors, sono stati David Plouffe e
David Axelrod.

david-plouffe13Il primo, indicato dal giornale di politica e cultura The New Republic come il “comandante in capo dell’esercito dei nerd di Obama” (cioè degli intellettuali solitari, conosciuti meglio come secchioni), è consulente da parecchio tempo del partito democratico e ha condotto già altre campagne elettrorali. 

Qui in un video, presente su You Tube, dello scorso 14 Ottobre.

david-axelrod13Il secondo a fianco di Obama dalle elezioni per il Senato dell’Illinois, nel 2004, è cresciuto politicamente a Chicago assieme al neo Presidente degli Usa.

I due consulenti hanno impostato la campagna democratica, facendo riferimento al guru degli spin doctors: Karl Rove. Un abile pianificatore delle passate propagande repubblicane, che basava la comunicazione elettorale sull’unificazione del messaggio, sulla demolizione dell’avversario politico attraverso un dialogo quotidiano con i cittadini, detta microtargeting. Plouffe e Axelrod hanno semplicemente riproposto questa tecnica in una nuova veste, chiamata viral marketing. Hanno traccianto un filo conduttore tra Obama e il popolo americano, attraverso i più innovativi strumenti di comunicazione. Arrivando nelle case degli americani non solo per trasmettere dei messaggi, ma per far parlare la gente e dare importanza al ruolo di cittadini.

Milioni di dollari sono arrivati attraverso la raccolta fondi sul sito ufficiale del candidato democratico,
dove gli internauti interessati ai suoi progetti potevano sostenere la corsa alla Casa Bianca donando una somma con un semplice click. Con Internet sono stati reclutati migliaia di volontari, sfruttando indirizzi, numeri, contatti di ogni genere, per dare spazio alla popolazione e rendere protagonista la gente in questo avvicendamento alla presidenza americana. Non solo risorse quindi, ma persone.

Gente avvicinata con le potenzialità del web 2.0, che ha dato la possibilità a persone di luoghi diversi di parlare e consolidare la posizione di Obama nello scenario Internazionale. Artisti come Will.i.am, fondatore e produttore dei Black Eyed Peas ad esempio, col brano “Yes we can” messo su You tube, ha moltiplicato milioni di volte il messaggio di Obama. Diventando un altro fiero alleato della sua campagna, insieme a tutti gli “obamiani” della rete.

Un universo di messaggi che vanno da Facebook a MySpace sino ai videogiochi, altri catalizzatori del movimento, ha dato conferma del potere di Internet e delle nuove tecnologie nella politica attuale. Un Presidente che arriva alla gente direttamente condividendo le esperienze della gente. Un uomo che cerca i giovani, parlando il loro liguaggio e riportandoli al ruolo di cittadini elettori, non dimenticando i valori e l’importanza delle persone adulte nella vita politica americana.

Tutto il mondo attende risposte da Obama, che ha stravolto i pensieri e le convinzioni del passato e di certe realtà troppo antiquate per far parte di un’auspicata “nuova generazione”. Ha scardinato i preconcetti razziali di certo passato, trasmettendo fiducia a giovani, anziani e a un’America diversa (o forse la stessa) rappresentata da un altro volto più innovativo.

Le fiamme del caos sociale

novembre 11, 2008

Serpeggia uno strano stato d’animo nelle menti e nei cuori di alcune persone. Perchè tentare di uccidere col fuoco un barbone?

La notizia, riportata sui siti dei principali quotidiani nazionali, deve far riflettere. Un clochard, a Rimini, è rimasto gravemente ustionato dalle fiamme che lo hanno ricoperto durante la notte. A salvarlo dalla morte una ragazza, che ha chiamando subito il 118. Vicino alla panchina è stata ritrovata una bottiglia con del liquido infiammabile.

La polizia sta cercando gli autori del gesto ma, nella zona dove è accaduto il fatto, nessuno ha notato nulla. Fa male osservare che c’è ancora qualcuno che si accanisce, contro chi ha già il destino contro. Un uomo che ha deciso di vivere per strada, o è costretto a farlo, non dovrebbe dare fastidio a nessuno. Forse il rimorso e l’indifferenza creano disagio nell’animo di qualcuno?

Difficile rispondere, ma il gesto resta come una cicatrice offensiva sul volto della nostra civiltà. Un segno che mostra la mancanza di tranquillità in questo periodo. Sperando che la serenità torni presto.

Natura: archivio di soluzioni per problemi umani

novembre 7, 2008

Il mondo sta cambiando. Così sembra sui quotidiani di mezzo mondo, dopo il risultato alle presidenziali statunitensi che ha incoronato Obama. Però ci sono ancora molti problemi che restano irrisolti, e a cui bisognerà dare risposta.

Fortunatamente la nostra vecchia, amabile, maltrattata Terra; ha con sé miriade di soluzioni per risolvere i tanti problemi. Uno di questi, forse tra i più gravi, è la sopravvivenza stessa del Pianeta e quella dei suoi abitanti. In merito, un articolo interessante è presente sul sito del “Corriere della Sera”: Rocce spugna per assorbire i gas serra di Franco Foresta Martin.

Il testo interessante perchè illustra lo studio di alcuni ricercatori presso l’Earth Observatory della Columbia University Lamont-Doherty su alcune rocce dell’Oman. Queste pietre, chiamate peridotiti, possono assorbire l’anidride carbonica come delle spugne. Attraverso l’introduzione di acqua gassosa, ricca di CO2 pressurizzata, il processo di assorbimento di anidride carbonica da parte di queste rocce può essere aumentato, prospettando di poter sottrarre all’aria fino a 4 miliardi di tonnellate di CO2 l’anno.

Una rivoluzione per la salute ambientale, una soluzione che non deve comunque far abbassare la guardia sulle questioni ecologich. In attesa di ulteriori conferme, e altre scoperte.

Dalla gloria all’oblio, in due curve

novembre 3, 2008

Il traguardo è stato tagliato mentre, in apnea, si attende l’arrivo dell’avversario! Felipe Massa ha sfiorato il suo sogno iridato, frantumatosi nelle ultime due curve del Gran Premio di San Paolo, finale di stagione. Ci ha provato il brasiliano, e ha volato sul circuito amico. Riempito per l’occasione, dalla sorte, di piccoli trabbocchetti metereologici per mettere in difficoltà il britannico Lewis Hamilton. La Ferrari ha raggiunto un altro record: 8 titoli in 10 stagioni. Un primato difficilmente raggiungibile in altri sport, che proietta smpre più nella storia universale le imprese compite dagli uomini del Cavallino.

Peccato per il brasiliano, attaccato alla sola speranza di vedere precipitare Hamilton indietro nelle posizioni. Peccato anche per Timo Glock, accusato di aver avvantaggiato Hamilton, quando in verità non ha potuto gestire quella situazione, con pista bagnata e gomme da asciutto. In realtà bisogna fare i complimenti al britannico, che ha una classe innata. Un predestinato, come dicono in molti. Un professionista, come dichiara lui stesso. Non si può definire un ottimo pilota, considerando i suoi errori durante la stagone, ma il suo modo di guidare da attaccante sempre al limite lo premia.

La Formula Uno ha il suo nuovo campione. Ma se i motori adesso si fermano per attendere il prossimo via, il mondo delle corse non ha soste, e a Maranello si pensa già da tempo al futuro. Come non si fermano i box, così non si ferma la mente di Massa che proverà ancora a lottare per il Titolo. Lo stesso farà Kimi Raikkonen, per dimenticare questa stagione opaca.

La Ferrari continua a correre per trionfare. È il suo destino, è la sua natura, è il suo mondo.