Archive for ottobre 2008

Noi come l’ambiente: feriti se calpestati

ottobre 31, 2008

Il governo ha approvato il decreto legge che prevede l’arresto, per il momento solo in Campania, di coloro che abbandonano rifiuti di qualsiasi genere. Gli individui colti in flagrante “rischiano da 6 mesi a 3 anni di reclusione”, ha spiegato il sottosegretario Guido Bertolaso. Il provvedimento, che completa il pacchetto sviluppato per l’emergenza campana, pone un punto fermo sulla lotta alla salvaguardia dell’ambiente e per il benessere pubblico. E consente ai cittadini volenterosi di ricevere dei compensi, se i rifiuti sono portati alle piattaforme Conai più vicine per il riciclaggio.

La severità della disposizione, che nel tempo verrà estesa alle regioni interessate da emergenze simili, indica come serva una cultura ambientale forte, con l’unico obbiettivo di salvare il decoro dello spazio circostante. Anche se il carcere, da solo, non risolve tutti i problemi.

Le brutte abitudini e le difficoltà della vita possono far dimenticare che c’è un’altro mondo oltre al nostro, ma non un altro pianeta dove approdare. Al momento. Certo, tra le problematiche che affliggono la nostra società non è giusto anteporre le questioni ambientali a quelle che sono le emergenze sociali del Paese, ma è sbagliato anche pensare il contrario.

Una notizia apparsa pochi gioni fà sul sito del “Corriere della Sera” (La Terra è consumata, nel 2030 ce ne serve un’altra), denunciava in modo inquietante come la Terra sia in difficoltà rispetto alle richieste di energia. Inoltre i cambiamenti climatici, dovuti all’effetto serrà e all’inquinamento, stanno mettendo in difficoltà l’esistenza stessa del Pineta. Lo si può notare ad esempio con le stagioni. In certi casi, come in questo periodo, si hanno temperature ancora gradevoli fino a novembre, e solo adesso le condizioni stanno mutando.

L’ambiente ci rappresenta e ci accoglie, ma non deve diventare mai ostile per la nostra sopravvivenza. L’ambiente è come l’uomo. Se si abbandona rischia di morire, ma se ha cura di sè, e rispetto per ciò che c’è attorno, continua a vivere.

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Le competizioni non sono luoghi di scorrettezze

ottobre 30, 2008

Domenica si chiude un’altra stagione di Formula Uno. Un Mondiale reso interessante dall’equilibrio tra Ferrari e McLaren, con grandiose prestazioni alternate a weekend deludenti. L’ultimo atto, in Brasile, appare una fotocopia della scorsa stagione. I primi due piloti, Lewis Hamilton e Felipe Massa, sono distanziati da soli sette punti. Troppo pochi per non tentare un sorpasso, tanti per pensare che basterà solo correre per vincere.

Tra i due solo parole di rispetto e stima, dette con prudenza e decisione per non lasciare trapelare la minima tensione. Anche se, i fantasmi del passato per il primo e la grande occasione per il secondo, sono sensazioni troppo forti per essere del tutto soffocate. Ed è umano! Negativo, però, è vedere il clima di poca sportività in alcuni tifosi. Ad esempio i brutti suggerimenti di alcuni fan di Felipe Massa, che hanno invitato il pilota polacco Robert Kubica a “buttar fuori” Hamilton per favorire la vittoria finale del ferrarista. Episodi del genere fanno riflettere. Perchè invitare qualcuno a sfavorire un avversario in modo scorretto? Capisco il tifo, ma i valori veri dello sport sono fondati sulla sconfitta con ogni mezzo dell’avversario o sulla ricerca della vittoria in modo onesto?

Kubica ha risposto alle provocazioni facendo un gesto negativo con l’indice della mano. Un buon segno, che dimostra come il rispetto sia alla base di tutto lo sport, sia che si corra sia che si giochi a calcio. Una vittoria è già avvenuta a Interlagos. Adesso aspettiamo quella su pista.

La scuola in piazza che smentisce sé stessa

ottobre 29, 2008

Il decreto Gelmini è diventato legge con 162 voti a favore, 134 contrari e 3 astenuti. Una legge, la 137 del 2008, contrastata in modo netto da diversi studenti in tutta Italia. Una protesta giustificata se si considerano i temuti tagli, ai finanziamenti scolastici e alla ricerca universitaria, che sono stati indicati in questi giorni. Meno condivisibile, se si arriva agli scontri di piazza tra giovani di diversi schieramenti politici. In questo senso, la credibilità di una protesta contro una legge considerata dequalificante, può far sorgere dei dubbi. I giovani che desiderano il bene di questo Paese e si interessano al loro futuro, dovrebbero fare autocritica in questo momento. Si può progredire con l’uso della forza? Si possono soffocare le idee degli altri senza rispetto per la libertà di esperssione? Si può dire di non aver mai sbagliato nella vita, considerando gli altri semplici boia del proprio tempo?

Nella democrazia c’è il rispetto delle idee altrui. Anche se non si può pretendere che i ragazzi adolescenti abbiano le stesse responsabilità degli adulti, gli si deve far comprendere i valori della tolleranza!  La legge, non del tutto contestabile, non può essere un detonatore per un conflitto tra titani. Gli scontri di piazza sono una sconfitta per la credibilità di una protesta, nata in difesa del progresso culturale dell’Italia. Un progresso a cui non si possono tagliare le gambe, come non si può togliere a un bimbo la voglia di crescere.

La scelta Ferrari in difesa dei suoi valori

ottobre 28, 2008

La dicisione di “valutare la permanenza in Formula Uno” se verrà adottato un motore unico, presa dal Consiglio di Amministrazione della Casa di Maranello, fa riflettere sulla situazione attuale della serie. I cambiamenti regolamentari e il bisogno di far scendere i costo di un Mondiale, sempre più ipertecnologico, portano spesso a prendere decisioni radicali e quasi suicide. Se salvare lo spettacolo significa snaturalizzare una formula che vive da diversi anni, forse a Maranello hanno pensato di emigrare altrove, come già nel 1986. Un rischio per un campionato così prestigioso. Una delusione per chi segue questo sport.

Aumentare lo spettacolo e ridurre i costi sono obiettivi possibili, se si eliminano gli sprechi e si parla con gli uomini che rendono possibili queste corse. La Ferrari, comunque, non abbandonerà mai la sua perenne sfida con la velocità. Perchè crede nei suoi valori e perchè il sogno di un uomo, di nome Enzo, non può assolutamente morire.

Dopo il sapiens sapiens, l’homo technologicus

ottobre 27, 2008

L’evoluzione è intesa come un moto continuo verso il progresso. Un sogno che porta l’essere umano a costruire, fondare, raggiungere determinati obiettivi. Oggi la nostra evoluzione, che non sempre corrisponde al progresso delle idee, ci sta cambiando. Ho letto con interesse, sul sito de “La Stampa”, un articolo intitolato “Evoluzione della specie, come Internet ci cambia il cervello” di Canberra. Si parla di Internet, e di come questo strumento stia modificando il nostro modo di comunicare. Il neuroscienziato Gary Small, dello Ucla in California, ha condotto una ricerca sulle reazioni celebrali con l’uso della rete. Il risultato indica che, l’impiego di questo strumento e i messaggi percepiti hanno migliorato le capacità celebrali sullo smistamento delle informazioni e sulla velocità decisionali. Lo scienziato ha concluso: “Le persone più importanti della prossima generazione saranno quelle con un misto di capacità tecnologiche e sociali”.

La tecnologia, quindi, aiuterebbe l’uomo nel suo cammino evolutivo. L’essere tecnologicamente avanzato vince la sua battaglia nella selezione naturale e si impone sul resto della specie, grazie alle sue capacità multimediali e “crossmediali”. Ogni individuo adesso vede due realtà e non più una sola. La prima fatta di persone, l’altra di codici. Il reale e il virtuale si mescolano e si completano nel nostro mondo, l’importante è non perdere la bussola.

Andare avanti.

ottobre 24, 2008

Quando si inizia un cammino conviene sempre guardare avanti, pur ricordando il passato. Il mio blog inizia a cambiare, assumendo un aspetto diverso da quello precedente. L’obiettivo è esprimersi, raccontare, avere un collegamento diverso con l’esterno. Da uno spazio virtuale, trasmettere qualcosa al lettore di un luogo reale. Per il momento bastano poche frasi. L’importante è comunicare.

I tanti volti di Milano.

ottobre 22, 2008

Milano è una metropoli multietnica. La città non è abitata solo da italiani, ma da gente proveniente da diverse parti del mondo. Il rapporto con lo straniero è al centro della mostra fotografica Migrart. Con un mio collega abbiamo prodotto un video su questa manifestazione. Il tema dell’accoglienza per lo straniero, sempre più al centro della cronaca recente, trova negli sguardi e nella cultura del rispetto forti motivazioni. Conoscere gli altri, in questo modo, significa conoscere soprattutto sè stessi.

Ricerca di un senso.

ottobre 20, 2008

Ciao amici. Non mi sono ancora immerso pienamente in questo spazio, e talvolta non so cosa scrivere. Cerco di dare un senso a questo blog, per comunicare o parlare in modo diverso con chi legge. Un linguaggio fatto di lettere, ma che si trasforma in un discorso fatto di pensieri. Un dialogo, per raccontare storie o cercare di esprimere ciò che il tempo della realtà cancella nel ritmo frenetico delle azioni. Un breve messaggio per continuare.

Lavori in corso.

ottobre 17, 2008

Ho scritto poco su questo spazio. Per il momento immagino “il Pilota di frasi” chiuso ancora nei box, in attesa di scendere in pista e iniziare a correre con le immagini e le parole.  Riflette prima di pestare l’acceleratore dei propri pensieri. Lui intanto si prepara ad assaporare questo tracciato della rete, per guidare ancora le sue parole. 

Ciao.

Omaggio a Jimi Hendrix.

ottobre 14, 2008

Questo è un servizio video, girato e montato da me, su un’installazione del musicista Alex Schiavi per ricordare il chitarrista statunitense a 38 anni dalla morte.